Saturday, August 22, 2009

I gatti dell’ambasciatore

Guido Nicosia di nuovo in Madagascar, per raccontarci una storia vista con gli occhi degli animali

L’autore rivisita infatti il Madagascar dei suoi primi romanzi (pubblicati anche questi da Di Renzo Editore) attraverso la storia di una famiglia di siamesi, narrata da Livio, un gatto handicappato. Un Madagascar poverissimo, dove i confini tra il Creatore, gli antenati, gli uomini e gli animali non sono netti, un paese dalla biodiversità esuberante dove i “Gatti dell’ambasciatore” vivono a contatto con cani, uccelli, testuggini, farfalle, cavallette, scorpioni, serpenti, lemuri e soprattutto con i camaleonti delle specie più varie, di cui Guido Nicosia è stato per anni allevatore ed attento osservatore.

Guido Nicosia, di origine siciliana, ha ricoperto incarichi diplomatici e con-solari, oltre che in Costarica, Madagascar, Sudan e Libia, dove ha ambientato i suoi romanzi. È stato uno dei vincitori del Premio “Gian Piero Orsello – Città di Santa Marinella”, edizione 2007.

collana: Narrativa
autore: Guido Nicosia
pagine: 168
isbn: 978-88-8323-224-4
prezzo: € 12,50
data pubblicazione: fine luglio 2009

Per informazioni Sante Di Renzo  direnzo@direnzo.it

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Friday, May 9, 2008

La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale

Dal 5 al 9 maggio 2008
Imre Toth

Seminario di Imre Toth (Università di Regensburg), autore di Matematica ed emozioni (Di Renzo Editore).
La storia: automovimento del soggetto – Il soggetto: essere del sapere, sapere del non-essere – Mathesis e poiesis – «La terrificante potenza del negativo…» – La presa di coscienza della libertà come necessità storica.
Per informazioni: tel.: 081.7642652 • fax: 081.7642654 • mail: info@iisf.it
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Via Monte di Dio 14, Palazzo Serra di Cassano
Napoli

Per informazioni Sante Di Renzo  direnzo@direnzo.it
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Thursday, May 8, 2008

FRESCHI DI STAMPA

Guido Nicosia

Bel suol d’amore
Di Renzo Editore

Bel suol d’amore ci porta in una Libia appena “riconquistata” dalla giunta militare del colonnello Gheddafi ai colonialisti italiani, per raccontarci, con uno sguardo critico e scanzonato, beghe interne, battaglie per gli interessi politici ed economici, tresche d’amore e di spionaggio.

 

Per informazioni Sante Di Renzo  direnzo@direnzo.it
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Thursday, June 28, 2007

Guido Nicosia collabora a Musulmani e cristiani

L’ambasciatore Guido Nicosia ha collaborato con Livio Spinelli ed Eduardo Ciampi alla stesura del saggio “Musulmani e cristiani: dall’ager romanus alla metastoria un invito alla comprensione”. Il libro verrà presentato domani 29 Giugno 2007 presso l’Istituto Ancelle della visitazione di Santa Marinella.

Per informazioni Sante Di Renzo  direnzo@direnzo.it

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Monday, May 7, 2007

Presentazione Cronache da uno stato canaglia

Presentazione del libro “Cronache da uno stato canaglia” presso la Biblioteca di S. Marinella (RM), sabato 12 maggio 2007, ore 18.00. Sarà presente Guido Nicosia.

Nel dicembre 1990, alla vigilia della prima guerra del Golfo, un tecnico italiano muore in Sudan in circostanze poco chiare. Sullo sfondo delle lotte per l’acqua, per il petrolio e per le anime, si sviluppa un’indagine che percorre il mondo delle missioni, dei servizi segreti, della cooperazione, delle organizzazioni internazionali.
Con questo nuovo romanzo Guido Nicosia torna a raccontarci l’Africa già al centro della sua trilogia sul Madagascar.

La biblioteca di Santa Marinella, per rispettare la vocazione della città, meta di soggiorno di letterati, uomini di cultura ed importanti scrittori, ha deciso di curare con particolare attenzione la sezione della narrativa italiana contemporanea, incontrando l’interesse della maggior parte degli utenti, voraci lettori di romanzi. Della sezione specializzata fanno parte anche testi di critica e storia letteraria. Ampio spazio è dedicato ad opere di nuovi autori, che spesso collaborano con la biblioteca con lo scopo di stimolare e diffondere la lettura e la scrittura tra i ragazzi.

Ovviamente anche il patrimonio documentario di base è annualmente aggiornato con testi di saggistica e multimedia relativi alle varie materie e discipline, adatti agli adulti come agli utenti più giovani, grazie alla specifica sezione bambini. La sezione locale vanta opere, studi e fotografie che ripercorrono la storia e l’identità del territorio comunale e della Provincia di Roma. Inoltre, già da qualche anno la biblioteca mette a disposizione dei propri utenti due postazioni informatiche su cui lavorare autonomamente, con accesso ad Internet gratuito.

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Monday, December 11, 2006

Pura vida

Gentili signori,


ho letto qualche tempo fa un libro da voi edito, “Pura vida” (Di Renzo Editore) è il titolo e l’autore si chiama Guido Nicosia, scritto con stile caustico e disincantato da un evidentemente grande conoscitore della diplomazia italiana visto che nella sua biografia risulta aver ricoperto numerose cariche diplomatiche. Ebbene mi pare che ci fossero dei riferimenti precisi a una persona molto in vista nella politica italiana. L’autore la chiama “la Vedova”. Ieri 23/11/2006, leggendo il quotidiano “La Repubblica”, ho visto un piccolo trafiletto dove si informava il lettore che la signora Zingone in Dini è stata rinviata a giudizio per certi scandali finanziari con conseguenti bancarotte di società operanti in centro- sud America. Mi chiedo, non è mica lei la misteriosa “Vedova” a cui fa riferimento in modo così prudente e ovviamente diplomatico, l’autore? Distinti saluti, Dott. G. Di Batte

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Wednesday, November 29, 2006

Madagascar adieu

Gentile Redazione,

dopo aver letto “Madagascar adieu” (Di Renzo Editore) di Guido Nicosia,vorrei sapere se effettivamente la tutela dei nostri connazionali in Madagascar, per la maggior parte missionari e suore, sia stata effettivamente affidata a un musulmano sciita, come paventa l’autore nel finale del suo libro, che mi ha molto divertito. Mi sembra veramente troppo anche per la nostra burocrazia”.

Cordialmente,

E. Pastore

Guido Nicosia ha pubblicato anche: L’affare Valfrè, Piccole ambasciate e Pura vida.

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Monday, November 27, 2006

Piccole ambasciate

Gentile Direttore,

solo recentemente mi è capitato di leggere “Piccole Ambasciate”, un racconto di Guido Nicosia, pubblicato dalla sua casa editrice (Di Renzo Editore) nel 2003. Credo che il Nicosia che e’ stato ambasciatore in Madagascar l’abbia ricavato da un fatto realmente avvenuto. Poiché il racconto non si conclude non è, tuttavia, chiaro al lettore se il signor Salvatore Spataro, il protagonista della vicenda, sia stato condannato o assolto. La sua deve essere stata un’esperienza molto intensa e avrei piacere di sapere dove vive e se Spataro sia il suo vero nome. Avrei infatti piacere di scrivergli e di chiedergli fino a che punto la sua esperienza sia stata riportata fedelmente dal Racconto.

Gaetano Matteucci 

Guido Nicosia ha pubblicato anche: L’affare Valfrè, Madagascar adieu e Pura vida.

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Friday, November 24, 2006

Fiera del Libro di Roma 2006

Fiera del libro di Roma 2006

Siamo giunti al quarto anno della Fiera del libro di Roma 2006.

Di Renzo Editore presenta molte novità:

Daniel Dennett – Dove nascono le idee
Marco Margnelli (a cura di Emidio Alessandrini) – Gli stati modificati della coscienza
Igor Novikov – Il ritmo del tempo
Giorgio Parisi – La chiave, la luce e l’ubriaco
Arno Penzias (Premio Nobel per la fisica) – L’origine dell’universo
Dominick Salvatore – Verso un’economia globale
Jabob Bekenstein – Of Gravity, Black Holes And Information (in inglese)
David Gross (Premio Nobel per la fisica) – L’universo affascinante
James Gates – L’arte della fisica
Giuseppe Arcidiacono – Projective Relativity, Cosmology and Gravitation (in inglese)
Ignazio Licata (a cura di) – Majorana Legacy in Contemporary Physics – Ettore Majorana (in inglese)
Antonio Ravel – I Napoletani
Michael Atiyah (Premio Abel per la matematica) – Siamo tutti matematici
Guido Nicosia – Cronache da uno stato canaglia
Martin Perl (Premio Nobel per la fisica)- Tante domande, qualche risposta
Clive Granger (Premio Nobel per l’economia) – Economia di pace, economia di guerra
Frank Wilczek (Premio Nobel per la fisica)- La musica del vuoto
Luciano Caglioti – La scienza tradita
Luigi Campanella – La chimica e oltre
Anne Schützenberger e Ghislain Devroede – Una malattia chiamata “genitori”
Silvana Quattrocchi Montanaro – Comprendere i bambini (2° ed.)
Gabriele Di Giammarino – La tradizione classica nella letteratura italiana
Richard Brilliant – Roman Art, an American’s View (in inglese)
Carlo Rovelli – What is time? What is space? (in inglese)

Altri libri in stampa, ma non sappiamo se faremo in tempo a portarli in Fiera:
Jacob Levi Moreno – Who shall Survive? (in italiano)
Jacob Levi Moreno – Il teatro della spontaneità

Claudio D’Antonio – Il Terzo libro della Clavis Magna (Giordano Bruno)

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Tuesday, November 14, 2006

Addio, Madagascar

Madagascar, adieu” (Di Renzo Editore, Roma), il titolo del romanzo che completa la trilogia dedicata a quel Paese dal Ministro Guido Nicosia, ultimo Ambasciatore a rappresentare l’Italia nell’Oceano Indiano. Dopo di lui, e malgrado ogni tentativo di mediazione, il niente, preceduto dal peggio, accompagnato dall’inevitabile coorte di gaffe, approssimazioni e tirare a campare.

La Premiata Ditta Farnesina decise, infatti, di chiudere, inopinatamente, la nostra “piccola” Ambasciata, il primo giugno 2000, giusto in tempo per evitare la Festa Nazionale, e, soprattutto, le inevitabili quanto imbarazzanti spiegazioni che, d’altronde, nessuno avrebbe saputo fornire all’allibito Paese ospite. Il prestigioso Dicastero, fiore all’occhiello della burocrazia italiana, noto all’epoca come “Fornarina”, in omaggio alle prodezze della temibile e terribile consorte del Ministro regnante, al tempo del misfatto, non trovò migliore soluzione, per rimediare alla castroneria consumata, che nominare un “console onorario”, scelto accuratamente tra le persone fortemente sconsigliate dalla stessa Ambasciata, ob torto collo consultata, a tale proposito, tanto per salvare la forma.

La “piccola” Ambasciata, infatti, prima di chiudere i battenti, aveva pur comunicato l’inopportunità di ricorrere ai servigi della Signora Cinzia Catalfamo, più nota, in seguito, come Nostra Signora dei Turchi, per la sua conversione e conseguente matrimonio con un mussulmano, protagonista di spicco delle cronache giudiziarie del Paese.

Tecnicamente, il Madagascar divenne un accreditamento secondario dell’Ambasciatore d’Italia in Pretoria, costretto ad aggiungere un nuovo onere alle già complesse funzioni affidategli che lo costringevano a “dividersi” tra la Cancelleria di Pretoria, quella di Cape Town, (in Sud Africa, infatti, manteniamo una doppia Cancelleria diplomatica ed una doppia Residenza, un Consolato Generale e due Consolati, mentre chiudiamo l’unica Ambasciata nell’Oceano Indiano: viva la razionalizzazione!), il Lesoto, Madagascar e l’isola di Mauritius.

Pur non dubitando delle mai abbastanza celebrate virtù canoniche degli illustri espo­nenti della Carriera, non siamo certi, sia pure con i Sensi della Nostra più Alta Considerazione, che tra i requisiti necessari al prestigioso cursus honorum, vi sia anche quello dell’ubiquità.

Negli arcani della burocrazia bizantina della Farnesina, un simile atteggiamento sottintende, in sostanza, l’assoluta indifferenza ai problemi reali, sistematicamente subordinati a quelli “politici”, o meglio, dei politici che, grati, assicureranno la loro benevolenza.

Di tale natura, infatti, fu la decisione di chiudere la piccola Ambasciata, pervicacemente voluta da Lamberto Dini, fine economista e integerrimo censore, il quale, intese, in tal modo, ripianare la traballante economia italiana e rilanciare la nostra politica estera. Noblesse oblige, direte voi. Balle, diciamo noi. Il Doctor Subtilis, lo statista enigmatico (nel senso che pochi capirono la linea politica del suo infausto dominio farnesino), intendeva semplicemente privilegiare gli interessi “sudamericani” della consorte, decisa a non rinunciare ad una delle sue “ambasciatine”, sparse a pochi chilometri di distanza tra Panama e Quito. Chi volesse conoscere i particolari di quest’ennesima vicenda di malcostume all’italiana, legga “L’Affare Valfré” e “Piccole Ambasciate“, pamphlet graffianti, dedicati dall’Ambasciatore Guido Nicosia agli ultimi giorni dell’impero, che mettono alla gogna, con sottile ironia, il servilismo ottuso della diplomazia romana, ansiosa di obbedire, con l’indifferenza dei sicari, al padroncino di turno.

Prescelta Pretoria come sede di accreditamento, si prese atto, in seguito, naturalmente, che i due Paesi non avevano alcun punto di contatto, culturale, linguistico o commerciale. Inezie, agli occhi degli arlecchini servi di tanti padroni. A nessuno venne in mente di avere in tal modo, tra l’altro, abbandonato laggiù oltre mille italiani, tra cui centinaia di missionari, privati di assistenza e protezione, in un contesto, di per se, abbastanza difficile.

Da qui, dunque, il percorso di guerra dei nostri connazionali, costretti a fare la spola tra Antananarivo e Pretoria, per qualsiasi necessità di ordine amministrativo.

Le economie fino all’osso (le spoglie degli altri, s’intende) del novello Quintino Sella, moralizzatore con la faccia di triglia, hanno condotto, peraltro, ad una situazione paradossale, se non addirittura pazzesca. A fronte di un risparmio irrisorio (realizzato, forse, sulla gestione), la sede dell’Ambasciata, Rue Pasteur Rabary, Antananarivo, Madagascar, di proprietà del Governo italiano, suppellettili comprese, è stata abbandonata al degrado e all’incuria più totali, fulgido esempio di sperpero e d’incuria, comportamenti che, un tempo, avevano perfino un nome nel Codice Penale. Acqua passata. Il danno all’erario, la malversazione, il pasticciaccio brutto, sono ormai, sulle sponde del Tevere, un peccatuccio a mala pena veniale, sdegnosamente ignorato perfino dagli organi istituzionalmente preposti alla salvaguardia del patrimonio dello Stato, Demanio e Corte dei conti compresi, dai quali, infatti, non è arrivato, né mai arriverà, alcun segnale.

I responsabili dello scempio vagano nei corridoi dei passi perduti, in tutta impunità. In fondo, non erano che sicari, utilizzati per mascherare la volontà di svendere l’immobile, ormai degradato, per un pezzo di pane, all’agguerrita “consolessa” che, nell’indifferenza e compiacenza del Ministero, sfoggiava impunemente il titolo di “Ambasciatore”, perfino negli ambienti diplomatici malgasci, strappando, forse, mugugni contegnosi e sorrisetti ambigui ai controllori che non hanno controllato.

Il diavolo, tuttavia, come è noto, i coperchi non li sa fare.

Il Governo malgascio, infatti, stanco dell’arroganza di Nostra Signora dei Turchi, dell’indifferenza conclamata della Farnesina, ha deciso, motu proprio (or volge circa un anno) di ritirarle l’exequatur, scatenando il panico sulle sponde del Tevere e in quel di Antananarivo, dove i simboli del potere, scudo e bandiera consolari, sparirono, riap­parvero, sparirono nuovamente.

Che fare? Le Cancellerie diplomatiche si consultano, scambiano Note, ma Antananarivo è irremovibile. Basta e così sia. La consolessa con lo chador viene abbandonata al suo destino. Occorre una figura nuova, certo, ma chi? Comincia il minuetto dei “dossier”, delle raccomandazioni, delle segnalazioni, gli amici degli amici si scatenano, ma il console tanto onorario da essere appena presentabile, non si trova. Fine della sceneggiata.

Insomma, la vogliamo finire? Fatevi coraggio Eccellenze, Ministri Plenipotenziari, Signorie Vostre, Consiglieri diplomatici: il Padrone se n’è andato, starà ballando il tango con la sua degna metà, ed è poco probabile che ritorni, anche se il peggio non muore mai.

Provateci, insomma, a riaprirla quest’Ambasciata! Magari non ci riuscirete, ma, almeno, vi sarete fatti sentire. Un consolati no, almeno, con quattro gatti “funzionali” ed uno dei vostri, cui non dovreste neanche pagare Residenza e vettura di rappresentanza, a dirigere la musica. Vi spaventa? Guardate che l’immobile è nostro, le suppellettili pure, carta e penne, magari, ce le compriamo da soli, facciamo una colletta. Basterebbe attaccare il telefono e la luce. L’aria condizionata non c’è mai stata e nemmeno il riscaldamento. Dopotutto, non siamo americani.

La “Piccola Ambasciata”, negletta e disertata (la rima è involontaria), ha lasciato un vuoto grande nell’Oceano Indiano, dove, i concorrenti storici e pure gli ultimi arrivati, fanno ormai la parte del leone, ringraziandovi di aver lasciato libero il campo e, soprattutto, abbandonato per sempre l’illusione di essere una potenza internazionale.

Guido Nicosia ha anche pubblicato Cronache da uno stato canaglia.

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